Trovare lavoro è un lavoro. Una attività che non si improvvisa, che non può essere occasionale, dettata dalla mera necessità. Deve far parte di un modo di pensare se stessi all’interno di un ecosistema più complesso: economico, sociale, ambientale.
Bisogna fare una prima distinzione tra trovare UN LAVORO e IL LAVORO.
Il primo risponde alla esigenza di avere delle entrate economiche per affrontare la vita.

Il secondo è invece un lavoro che appaga le proprie motivazioni, obiettivi professionali, che è il culmine di un percorso di studi e di formazione. Il secondo è rarissimo e infatti il numero delle persone occupate che si trova a disagio nel proprio lavoro è altissimo.

Questo avveniva in tempi di tranquillità economica e pertanto trova situazioni esasperate in momenti di crisi.

Ci sono momenti della vita in cui va bene qualsiasi lavoro, purché remunerativo, altri in cui la ricerca può avvenire con maggiore tranquillità magari avendo alle spalle le necessarie sicurezze economiche.

Nel primo caso si parla spesso di sottooccupazione ovvero della prestazione di un lavoro ben al disotto delle proprie capacità culturali e di competenza acquisita. Questo fenomeno non è nuovo, basti pensare ai laureati nei call center, ma ha una gravità che spesso è trascurata.  Il sotto lavoro non solo rende insoddisfatti e quindi apatici i lavoratori ma spreca un numero immenso di risorse investite per la formazione della persona.

Bisogna ricordare che la tassa di iscrizione all’università copre un costo attorno al 15% di quello reale sostenuto per la formazione della persona. Ogni studente pertanto ha un costo diretto ed evidente nella società e come tale va garantito un ritorno dello stesso investimento da parte della collettività.

Questo per anni è avvenuto: un laureato nel corso degli anni realizzava ricchezza per se, e quindi reimmetteva nel circuito economico nazionale, ben superiore all’investimento iniziale.

Oggi non è più così. Un laureato “usato” in un call center non solo non produce ricchezza ma perde occasioni formazione, di curriculum, di competenze, di aggiornamento professionale  ed entra nella spirale del “lavoratore debole”.

Stesso discorso lo dobbiamo fare per il lavoro precario o meglio dire “non continuativo”. In una società ideale ogni impresa dovrebbe avere la libertà di scegliere i propri collaboratori in base alle necessità del momento e nel caso in cui siano necessarie altre competenze, sostituire il lavoratore con un altro con le qualifiche necessarie. In una società ideale il lavoratore non dovrebbe avere alcuna difficoltà nel trovarsi un nuovo lavoro. Nella realtà, ed in particolare in questi anni di crisi, avviene esattamente il contrario. Il lavoratore resta aggrappato con tutte le forze ad un lavoro dove non serve più perché sa che se esce probabilmente non troverà un altro lavoro con lo stesso stipendio.

Questa deformazione ha creato e sta creando un problema ancora maggiore: le imprese stentano ad assumere sapendo che se sbagliano persona, liberarsene sarà difficilissimo e in ogni caso costosissimo.

Quindi preferiscono non assumere, acquisire competenze a contratto e a termine. Innescando in tal modo la spirale altrettanto grave della mancanza di sicurezze, non solo economica e lavorativa, ma specialmente di prospettiva. In tale situazione sarà impossibile fare un mutuo per acquistare una casa, avere un prestito per acquistare un’auto, pianificare qualsiasi attività.

Le famiglie, quelle italiane in particolare, hanno funzionato e stanno funzionando, come vero ammortizzatore sociale ma la situazione è diventata ormai insostenibile.

SmartJob è una metodologia di ricerca del miglior lavoro possibile in condizioni di difficoltà, ovvero di crisi.

Gli incontri che vengono svolti hanno l’obiettivo di far conoscere le modalità di approccio al mondo del lavoro da una prospettiva del tutto rovesciata.

Per mettere a punto il metodo sono necessari una serie di strumenti e conoscenze di base.

  • Informazioni basiche di statistica
  • Informazioni basiche di economia locale e internazionale
  • Informazioni basiche di diritto del lavoro
  • Conoscenza dei metodi di selezione delle imprese
  • Conoscenza dei sistemi di ricerca del lavoro (on line e offline)
  • Conoscenza delle dinamiche del mercato di riferimento
  • Profonda conoscenza di se stessi e delle proprie competenze
  • Conoscenza delle proprie competenze rispetto agli altri soggetti
  • Conoscenza delle competenze richieste dalle imprese

Queste attività vengono svolte attraverso corsi, seminari, incontri, pubblicazioni online e attraverso le attività di sensibilizzazione svolte dagli SmartJob Evangelist.

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SmartJob – Come trovare lavoro in tempo di crisi
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